Pellicola o digitale?

Nonostante un deciso cambiamento di rotta che negli ultimi anni ha portato la produzione video di qualità dall’analogico al digitale, rimangono tuttavia ancora alcune tipologie di prodotto legate al mondo della pellicola (film, lungometraggi e spot pubblicitari).

Molto spesso i costi e i tempi di lavorazione, determinano una scelta più economica e sbrigativa e la costante e crescente evoluzione della tecnologia nel digitale ha spostato gli interessi verso questo modo di operare.

Sicuramente il digitale, dal consumer, al professionale e al broadcast ha fatto passi da gigante per qualità e versatilità riducendo sempre di più il gap tecnico che c’era fino a 10 anni fa, ormai la differenza tra una ripresa fatta in 35 mm e una di oggi con una HDCAM SR è quasi impercettibile se non per occhi molto molto esperti.

Ormai l’approccio alla tecnologia a “basso costo” stà portando a uno standard elevato anche produzioni che prima richiedevano un’alto livello qualitativo, l’uso di queste attrezzature ha ampliato il range di applicazioni e di produzioni video quali documentari, video istituzionali, reportage ecc.

 

Noi di REXET anche se consapevoli di questa straordinaria evoluzione, ma spinti da un’infinita passione e con la complicità di un cliente, ci siamo avventurati in un’ambizioso progetto che nel 2005 ci ha portato a progettare e a realizzare un video intitolato “La passione di una vita” , un  documento legato al mondo delle competizioni automobilistiche nel circuito PORSCHE GT3 CUP. 

Un video fatto di emozioni, uomini  e macchine, tutto girato in pellicola con una straordinaria Aaton Super 16.

 

Il risultato è stato sorprendente sia dal punto di vista tecnico che professionale, un’esperienza che vale la pena fare per chi ama e vive questa professione.

Sicuramente la versatilità tra una camera digitale e una a pellicola è notevole, la praticità d’uso della prima è un grande punto di forza, ma il risultato finale, sviluppo e telecinema permettendo, è decisamente a favore della cara e intrammontabile pellicola.

Dopo aver acquisito il materiale a computer per la postproduzione, ci siamo accorti di cosa vuol dire pellicola, quale sia il suo grado di manipolazione cromatica come ad esempio i contrasti e la saturazione colore.

C’è voluto quasi un’anno di tempo per completare il lavoro, tempi dettati naturalmente anche da fattori tecnici e organizzativi, non decidavamo noi le gare; su e giù per l’italia compreso anche un passaggio in Francia, purtroppo tutto questo gran da fare non sempre veniva premiato dal risultato fornitoci dai laboratori di sviluppo e riversamento analogico/digitale (telecinema) che ci costringevano a interminabili sedute di correzione del girato.

Tutti questi passaggi e relativi “difetti” di lavorazione, nel digitale non ci sono con grande risparmio di tempo e di denaro, sicuramente l’immediatezza nel riguardare il girato è un gran vantaggio e quindi in certe occasioni il rifare una scena quando questa non soddisfa pienamente, non diventa un problema. Analoghe problematiche vissute anche da chi lavora con la fotografia, un “CLICK” e vedi il risultato, fantastico, geniale, economico.

Sono sicuramente a favore del digitale e a tutti i vantaggi che ha portato compreso anche e non trascurabile il costo di una produzione, quello che nessuna tecnologia può però fare è sostituire la creatività, la fantasia e la sensibilità di chi deve raccontare e documentare una storia.

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